Thursday, 26 February 2026

Leopardi e Bologna

Dal sito ufficiale della mostra dal titolo "L'infinito. Gli autografi di Giacomo Leopardi da Visso a Bologna" che si tenne dal 21 dicembre 2016 al 28 febbraio 2017 presso la Biblioteca dell'Archiginnasio, si legge quanto segue:

"Questa la mappa di Bologna nel 1840 con messi in evidenza i luoghi leopardiani:




1) Convento di San Francesco
2) Palazzo Pepoli
3) Via Castiglione (A e B)
4) Teatro del Corso
5) Palazzo Malvezzi de' Medici
6) Via San Vitale
7) Accademia di Belle Arti (A e B)
8) La Società del Casino e l'Accademia dei Felsinei in Palazzo Bolognini Amorini (A e B)
9) Via Santo Stefano e Via Remorsella (A e B)
10) Locanda della Pace (A e B)
11) Teatro comunale (A e B)"


Nel dettaglio, "Giacomo Leopardi fu a Bologna quattro volte:
1) dal 17 al 27 luglio 1825 alloggiò al convento di San Francesco;
2) dal 29 settembre 1825 al 3 novembre 1826 alloggiò all'ingresso del Teatro del Corso in casa Badini, presso Vincenzo Aliprandi;
3) dal 26 aprile al 20 giugno 1827 alloggiò alla Locanda della Pace;
4) dal 3 al 9 maggio 1830 alloggiò alla Locanda della Pace".

Sulla pagine della mostra ancora disponibile sono riprodotte anche altre belle stampe d'epoca che rendono ancora meglio il "sapore" del tempo e dell'ambiente bolognese profondamente cambiato in seguito alle inevitabili trasformazioni urbanistiche portate dalla modernità e dalle distruzioni belliche.

Bologna è importante nella vicenda personale ed editoriale Leopardiana, infatti proprio in questa città apparvero, soprattutto per interessamento dell'amico "spione" Brighenti, la prima cospicua raccolta delle Canzoni e successivamente gli Idilli (a loro volta accompagnati da altri componimenti poi non inclusi nei Canti).
Le "Canzoni del conte Giacomo Leopardi", a cura di Pietro Brighenti, furono pubblicate a Bologna, presso Nobili, nel 1824 e, oltre alla lettera dedicatoria a Vincenzo Monti e le annotazioni a commento, contenevano 10 testi:


I. All’Italia
II. Sopra il Monumento di Dante che si prepara in Firenze
Lettera al Conte Leonardo Trissino
III. Ad Angelo Mai quand’ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica
IV. Nelle nozze della sorella Paolina
V. A un Vincitore nel pallone
Comparazione delle sentenze di Bruto minore e di Teofrasto vicini a morte
VI. Bruto minore
VII. Alla Primavera, o delle Favole antiche
VIII. Ultimo Canto di Saffo
IX. Inno ai Patriarchi, o de’ principii del genere umano
X. Alla sua Donna.

Sempre a Bologna e sempre a cura del Brighenti uscirono nel 1826 i "Versi del conte Giacomo Leopardi" presso la Stamperia delle Muse. Contenevano:

Idilli


- L'Infinito. Idillio I
- La sera del giorno festivo. Idillio II
- La ricordanza. Idillio III
- Il sogno. Idillio IV
- Lo spavento notturno. Idillio V
- La vita solitaria. Idillio VI
Elegie
Sonetti in persona di ser Pecora fiorentino beccaio
Epistola al conte Carlo Pepoli
Guerra dei topi e delle rane
Volgarizzamento della Satira di Simonide sopra le donne

E ancora a Bologna Leopardi compose una delle pochissime poesie del periodo 1823-1827, "L'epistola al conte Carlo Pepoli" (poi intitolata nei Canti solo "Al conte Carlo Pepoli". Gli altri due testi sono "Alla sua donna" del 1823 e il coro dei morti nell'Operetta di Fererico Ruysch), che lesse pubblicamente al casino dei nobili presso l'Accademia dei Felsinei il lunedì di Pasqua del 1826 (come scrisse lui stesso al fratello Carlo il 4 aprile dello stesso anno).
Tra le citazioni aneddotiche più famose che testimoniano il suo apprezzamento per la città, le seguenti:
"Città quietissima, allegrissima, ospitalissima, dove ho trovato molto buone accoglienze. Mangio come un lupo..."
Paragonando Bologna a Milano osserva: "A Bologna tutto è bello e niente è magnifico, a Milano tutto è magnifico e niente è bello“ (magnifico nel senso della "grandiosità").


No comments:

Post a Comment

Leopardi e Bologna

Dal sito ufficiale della mostra dal titolo "L'infinito. Gli autografi di Giacomo Leopardi da Visso a Bologna" che si tenne dal...