Wednesday, 15 July 2026

La sfida al presente nel leggere Marx di Alfonso Maurizio Iacono (recensione di A tu per tu con Il capitale)


La sfida al presente nel leggere Marx

(recensione di A tu per tu con Il capitale di Roberto Fineschi)

fonte: https://ilmanifesto.it/la-sfida-al-presente-nel-leggere-marx

Alfonso Maurizio Iacono

«A tu per tu con ‘Il capitale’» di Roberto Fineschi, per Laterza. Il libro spiega il processo di accumulazione, la produzione del plusvalore e il profitto. Ma l’autore non si limita a spiegare le idee del Moro, lo interpreta e lo confronta con l’epoca attuale


Il miglior modo per avvicinarsi al pensiero di Marx e, in particolare, al suo capolavoro, Il capitale, è quello di leggerlo direttamente, specialmente oggi che l’Ia, dopo che si apre un documento sul computer o sullo smartphone, ci dice che esso è troppo lungo e che, se vogliamo, ci può fare un riassunto. Trionfo della lettura di seconda mano! Con la scusa che non c’è tempo, si procede dottamente verso l’ignoranza grazie all’assenza di quelle che una volta si chiamavano fonti primarie.

QUESTO, TUTTAVIA, non vuol dire che non si debbano scrivere introduzioni e guide alla lettura di testi classici come Il capitale di Marx, vuol dire più semplicemente che le introduzioni, le guide alla lettura, i riassunti non devono sostituire il testo originale, ma, semmai, accompagnarlo. È in questo senso che va letto A tu per tu con ‘Il capitale’ di Roberto Fineschi (Laterza, pp. 184, euro 18), il quale, peraltro, è il curatore della nuova, bella – e piuttosto cara edizione de Il capitale (Einaudi, 2024).

Non si tratta di un riassunto, ma di una intelligente lettura dell’opera di Marx e quindi, in questo senso, di una guida alla lettura. Fineschi si domanda come mai «restiamo accecati dal potere che esercita quell’oggetto magico (sia esso moneta, banconota, carta di credito, voucher, o altro ancora) che ci permette, se ne abbiamo a sufficienza, di ottenere tutto ciò che vogliamo: il denaro».

Come può, continua a domandarsi Fineschi, un oggetto fisico o virtuale possedere un potere sociale (quasi) assoluto? Che cos’è la persona in un mondo in cui la merce si mostra come la depositaria delle relazioni sociali? Che rapporto c’è tra la merce e la persona?

IL LIBRO DI FINESCHI spiega in modo encomiabilmente chiaro cosa sono un processo di accumulazione, la produzione del plusvalore e il profitto. Ma l’autore non si limita a spiegare Marx. Lo interpreta e lo confronta con l’epoca attuale. Innanzitutto, citando Marx, rileva che «il modo di produzione capitalistico, nel suo sviluppo strutturato, nega la proprietà privata individuale, trasformando….il lavoro in un processo collettivo, realizzato mediante mezzi di produzione comuni, a partire da conoscenze e organizzazione sociale». Fineschi apre qui una questione molto importante, spesso trascurata o sottovalutata. Il modo di produzione capitalistico produce plusvalore sfruttando la facoltà progettuale cooperativa e collettivamente organizzata degli individui, quella facoltà che per la Marx è la caratteristica della specie umana. Da qui l’ambivalenza della cooperazione pianificata con altri che è una preziosa facoltà della specie umana e, nello stesso tempo, l’oggetto dello sfruttamento capitalistico.

A proposito, dell’occidentalismo e dell’etnocentrismo di Marx, Fineschi afferma: «non c’è dubbio alcuno che Marx consideri la civiltà europea nata con l’Illuminismo superiore alle altre culture, non solo a quelle extra-europee ma anche alla cultura europea pre-illuminista». Ciò non toglie, continua Fineschi, che Marx ha visto le contraddizioni a cui portano i concetti universalistici occidentali e il potere del capitalismo di subordinare a sé altri modi di produzione, portando morte e devastazione. Tuttavia, non avrei usato per Marx il termine «superiorità», non per afflato relativista, ma perché persino valori come libertà e eguaglianza, quando sono imposti con la forza in nome della superiorità e dell’universalismo, finiscono con il negare sé stessi.

A QUESTO PROPOSITO vale la pena tuttavia aggiungere due brevi considerazioni. La prima è che, rilevando la base tecnica rivoluzionaria del capitalismo, Marx sottolinea ne Il capitale come ciò si traduca sempre in una devastazione dei lavoratori che perdono, lavoro, sonno, sicurezza. È ciò che sta accadendo oggi con l’Ia. La seconda è che l’ultimo Marx si era messo a studiare testi antropologici, a cominciare da Morgan (Engels riprenderà questi appunti nel suo L’origine della famiglia), nel tentativo di comprendere come forme di relazioni sociali diverse, per quanto arcaiche, potessero suggerire delle possibilità alternative all’interno di un processo di produzione più sviluppato.

Se partiamo dall’assunto che una guida non può sostituire un libro, ma può aiutare a comprenderlo, allora il lavoro di Roberto Fineschi è anche qualcosa di più. In modo semplice, ma accurato, nel rispetto del testo di Marx, prende posizione. In questo senso è un tentativo ben riuscito che contribuisce alla lettura di Marx attraverso una semplificazione che non è mai semplicistica, ma che anzi lascia intravedere di continuo la complessità del capolavoro di Marx e spinge di conseguenza a una sua lettura diretta.

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