Tuesday, 14 September 2010

Recensione su Liberazione di Karl Marx. Rivisitazione e prospettive.


Persona, passioni, classe il lessico marxiano della democrazia
di Tonino Bucci
su Liberazione del 22/04/2006
“Karl Marx. Rivisitazioni e prospettive” , un volume collettivo curato da Roberto Fineschi. Da Bellofiore a Cavallaro gli autori si interrogano sulle possibilità ancora aperte di studio e sulle prospettive di utilizzo futuro
Marx ha più volte incrociato il tema della democrazia nel corso della sua opera. Lo ha fatto con un paziente, meticoloso lavoro di scavo nei meccanismi attraverso i quali il potere politico nasce e si legittima nella società moderna. Ma quando si affronta la riflessione politica marxiana si è costretti ad attraversare un terreno ingombro di pregiudizi. Il crollo di buona parte dei socialismi reali del ’900 ha prodotto negli ultimi decenni una serie di retroeffetti negativi sul ruolo del marxismo nel pensiero politico. Nonostante Marx abbia dedicato alla democrazia analisi acute - tanto da esserne anche un raffinato critico delle sue zone d’opacità - si è diffusa l’opinione che il filosofo tedesco sarebbe piuttosto stato il fondatore tout court d’una tradizione totalitaria. Quand’anche si riconosca al pensiero marxiano un’istanza di liberazione dell’uomo dal lavoro alienato, subito questo punto viene relegato nell’ambito di un’utopia irrealizzabile e tanto più disastrosa negli effetti quanto più pretenziosa.
L’altro pregiudizio corrente è quello che individua nel Marx teorico dello classe e del ruolo dello stato nel controllo pubblico dell’economia un pensatore antidemocratico, colpevole d’aver evocato potenze terribili e dispotiche - la classe, lo stato, il partito, appunto - destinate a prevaricare l’individuo.

Cosa resta, allora, del giovane Marx che ha denudato la scissione della politica, la sua separatezza dalla vita reale degli individui? O del Marx più maturo, il critico dell’economia politica che ha infranto le illusioni del mercato a legittimarsi come luogo di scambio tra liberi ed eguali? Ma esistono anche pregiudizi più raffinati, che senza negare al pensiero marxiano l’attitudine a riflettere sulla democrazia e la liberazione dell’individuo, ritengono poi questa vocazione presente quasi esclusivamente negli scritti giovanili e, al contraria, molto sfumata, pressoché inesistente in quelli maturi.

«Il tema dell’alienazione è sempre stato di gran moda nel dibattito su Marx. Celeberrima è la posizione del giovane Lukács che, insistendo sul concetto di “reificazione”, gettava le basi del duraturo successo di una lettura che trovò “conferma” nei testi del giovane Marx. Chi si è opposto al Marx “umanista” sostenendo che con l’Ideologia tedesca si superavano questi ardori giovanili verso una visione scientifica della realtà, ha certo teso ad isolare il Marx buono da quello ideologico, ma ha di fatto confermato i termini del discorso, ossia che effettivamente il giovane Marx fosse “filosofo” in quanto teorico dell’alienazione mentre il Marx maturo sarebbe “scienziato” in quanto non più teorico dell’alienazione e quindi non più filosofo». Questa interpretazione di Roberto Fineschi esposta in uno dei saggi raccolti nel volume Karl Marx. Rivisitazioni e prospettive (edizioni Mimesis, a cura di Roberto Fineschi, pp. 208, euro 18) conferma l’esistenza di uno schema inveterato. Quello secondo cui ci sarebbe, da un lato, un Marx critico dell’alienazione, colmo di ardori filosofici, democratico radicale e, dall’altro, un Marx maturo, ormai emancipato da una visione antropomorfica della storia, disinteressato alle sorti dell’individuo in nome della scienza e dello studio del modo di produzione capitalistico. Entrambi hanno avuto il loro momento di gloria nella filosofia novecentesca, il primo rivalutato da Lukács, il secondo enfatizzato da Althusser. Eppure «chi ritiene che il tema dell’alienazione non venga affatto abbandonato e che ritorni nella maturità - ovvero dopo il 1857, nel bel mezzo della formulazione organica della teoria del modo di produzione capitalistico - ha delle frecce al proprio arco che non possono essere trascurate». E’ un ritorno che non può essere sottovalutato. «Come è noto sono due i luoghi strategici: il primo riguarda la teoria del feticismo della merce, il secondo l’inversione di soggetto e oggetto nel rapporto capitale/lavoro e nella sussunzione del secondo sotto il primo». E’ nel Manoscritto del 1857-58, per la precisione, che sembra ritornare lo strumentario giovanile, lo schema dell’uomo che si oggettiva e si rende altro da se stesso nel lavoro salariato, ma stavolta il processo lavorativo è descritto in maniera più complessa. Il lavoro produce oggetti reali che non gli appartengono, sono proprietà altrui e, anzi, lo dominano. Al meccanismo si aggiunge il dispositivo della sussunzione del lavoro sotto il capitale. Man mano che si sviluppa il sistema di macchine l’operaio perde il comando sul proprio lavoro e diventa esso stesso strumento di un’attività il cui senso complessivo è noto solo al capitalista. E qui si realizza l’inversione in base alla quale l’individuo da soggetto diventa oggetto, da fine mezzo.

Nel Marx maturo, quindi, non scompare la visuale di un progetto di liberazione dell’individuo, un progetto di ricomposizione dell’individuo con la propria attività creatrice. Semmai scompare la tentazione di ricorrere a una natura umana presupposta indipendentemente dalla società, «il Marx maturo, con la teoria del modo di produzione capitalistico e la dialettica di forze produttive e rapporti di produzione sviluppa un modello che non ha bisogno dell’antropologia e dell’essenza dell’uomo» senza che questo comporti la rinuncia alla teoria dell’alienazione.

Anche il nesso che vincola il tema della liberazione dell’individuo dal lavoro salariato a quello della democrazia e, più in generale, del potere politico è tutt’altro che azzerato negli scritti maturi. Persino nel Capitale si possono rinvenire accenni a un armamentario spinoziano che mettono in questione una forma di cooperazione sociale orientata alla libertà e alla realizzazione dell’individuo - del resto esiste una linea interpretativa, da Macherey a Negri fino a Balibar che insiste sul rapporto Marx-Spinoza. «Il problema di Spinoza - spiega Marco Assennato - era di dimostrare la necessità comunque di garantire ampi margini di libertà, giacché la potestas di ogni stato non può in alcun modo essere scissa dalla potentia dei suoi singoli componenti». In nome di questa reciprocità tra gli individui Marx avrebbe coniato nel Manifesto la formula «il libero sviluppo di ciascuno è condizione del libero sviluppo di tutti». Per Spinoza il diritto inalienabile dell’individuo non consiste solo nella ragione, ma anche nel «desiderio» (cupiditas) e dalla «potenza». Per il giovane Marx l’unico sistema politico in grado di fondarsi su queste forze è la democrazia, l’unico in grado di convertire «il furore del volgo in energia positiva e costituente». E’ un passo in direzione di un “uomo totale”, non scisso, che tenga assieme desiderio e ragione, quello che Marx compie nella sua idea di comunismo. Non a caso, la società comunistica si presenta, fin dai Manoscritti economico-filosofici del ’44, con i caratteri di una ricomposizione dell’uomo con la natura. «La natura è il corpo dell’uomo, è con l’uomo congiunta, ossia è congiunta con se stessa in quanto l’uomo ne è parte tra le parti». Ma questo rapporto vitale, di scambio, è stravolto quando il lavoro si fa, nella società capitalistica, lavoro estraniato. La natura diventa estranea, un oggetto inerte da plasmare. La conseguenza è che la stessa attività collettiva in scambio con l’ambiente naturale diventa estranea all’individuo. Marx riprende l’argomento nel Capitale, «il lavoro è un processo che si svolge tra l’uomo e la natura, nel quale l’uomo, per mezzo della propria azione, media, regola e controlla il ricambio organico fra se stesso e la natura: contrappone se stesso, quale una fra le potenze della natura, alla materialità della natura». In queste parole riecheggia Spinoza, l’individuo come «potenza», la forza-lavoro, l’insieme delle energie e capacità fisiche e intellettuali del singolo. E anche la via d’uscita ricorda la formula spinoziana, quella di una cooperazione sociale dell’umanità attraverso la quale l’uomo può ritrovare l’unità con la natura, sottrarsi alla necessità per entrare nella libertà. Per dirla con le parole di Marx, quelle utilizzate nel III libro del Capitale, «la libertà può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come da una forza cieca». Solo nella relazione con altri l’individuo può vivere e produrre, insieme possono soddisfare i propri bisogni, «con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa». Questo è quanto di meglio gli uomini possano fare per rispondere alla necessità dello scambio con la natura per soddisfare i bisogni. Oltre, «comincia lo sviluppo delle capacità umane, che è fine a se stesso, il vero regno della libertà, che tuttavia può fiorire soltanto sulle basi di quel regno della necessità».

Monday, 13 September 2010

Band IV/12 (aus dem MEGA-website). Karl Marx / Friedrich Engels: Gesamtausgabe (MEGA). Herausgegeben von der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Vierte Abteilung. Bd. 12: Exzerpte und Notizen, September 1853 bis Januar 1855. Manfred Neuhaus, Claudia Reichel (Bearbeiter) Karl-Frieder Grube, Gisela Neuhaus, Klaus-Dieter Neumann, Hanno Strauß, Christine Weckwerth (Mitarbeit). Berlin 2007. XVII, 1745 S. – ISBN 978-3–05–003488–1.

Der erste Teil dieses Bandes enthält zehn bisher unveröffentlichte Exzerpthefte, die im Kontext der Korrespondententätigkeit von Marx und Engels für eine der größten und einflussreichsten Zeitungen ihrer Zeit, die "New York Tribune", entstanden sind. Sie dokumentieren die Lektüren von Marx am Vorabend und während des Krimkriegs. Fünf davon sind der Geschichte der Diplomatie, verschiedenen Aspekten der Orientalischen Frage und der Außenpolitik von Lord Palmerston gewidmet. Sie vereinen hauptsächlich Auszüge aus Werken von César Famin, George Henry Francis, Georg Friedrich von Martens, David Urquhart sowie der "Correspondance relative to the Affairs of the Levant" und "Hansard's Parliamentary Debates". In einem anderen Heft notierte Marx Auszüge zur Geschichte Griechenlands, Frankreichs und Spaniens. Besonderes wissenschaftsgeschichtliches Interesse gebührt den in diesem Kontext entstandenen Exzerpten aus Augustin Thierrys berühmten "Essai sur l'histoire de la formation et des progrés du tiers état". Vier weitere Hefte mit Auszügen aus Werken von François-René de Chateaubriand, Victor Du-Hamel, Gaspar Melchor de Jovellanos, Evaristo San Miguel, Manuel de Marliani, Dominique de Pradt, Robert Southey, José María de Toreno, Pedro de Urquinaona, William Walton und anderer Autoren widerspiegeln, mit welcher Intensität und welchen Resultaten Marx die Herausbildung der bürgerlichen Gesellschaft in Spanien studiert hat. Im zweiten Teil des Bandes werden eine umfangreiche Bibliographie von Engels zur Revolution 1848/49 sowie Exzerpte zum Ungarischen Revolutionskrieg (Auszüge aus Werken von Friedrich Heller von Hellwald und Arthur Görgey) sowie Notizen zum Verlauf des Krimkriegs (unter anderem über russische Militärorganisation und Heeresstärke, Belagerungen der Donaufestung Silistria und den "Todesritt" der leichten britischen Kavalleriebrigade bei Balaklava) dargeboten.

Presentazione del volume della IV/12. Italiano

Il volume (MEGA2, IV/12) appartiene alla quarta sezione dedicata agli estratti del periodo 1853-1855.

Band IV/12: Karl Marx, Friedrich Engels, Gesamtausgabe (MEGA). Herausgegeben von der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. Vierte Abteilung. Bd. 12: Exzerpte und Notizen, September 1853 bis Januar 1855. Berlin: Akademie, 2007 (ISBN 978-3–05–003488–1).

Curatori: Manfred Neuhaus, Claudia Reichel. Con la collaborazione di Karl-Frieder Grube, Gisela Neuhaus, Klaus-Dieter Neumann, Hanno Strauß, Christine Weckwerth.
La prima parte di questo volume contiene dieci quaderni di estratti, fino ad oggi inediti; essi furono scritti nel periodo in cui Marx ed Engels furono corrispondenti di uno dei giornali più grandi ed influenti del loro tempo, il “New York Tribune”. Documentano le letture di Marx alla vigilia e nel corso della guerra di Crimea. Cinque di essi sono dedicati alla storia della diplomazia, a diversi aspetti della questione orientale e alla politica estera di Lord Palmerston.
Sono principalmente citazione alle opere di César Famin, George Henry Francis, Georg Friedrich von Martens, David Urquhart come dalla “Correspondance relative to the Affairs of the Levant” e dallo “Hansard's Parliamentary Debates”. In un altro quaderno Marx fece estratti sulla storia di Grecia, Francia e Spagna. Particolarmente interessanti risultano essere le citazione prese in questo contesto dal famoso libro di Augustin Thierry Essai sur l'histoire de la formation et des progrés du tiers état. Altri quattro quaderni con citazioni da opere di François-René de Chateaubriand, Victor Du-Hamel, Gaspar Melchor de Jovellanos, Evaristo San Miguel, Manuel de Marliani, Dominique de Pradt, Robert Southey, José María de Toreno, Pedro de Urquinaona, William Walton ed altri autori rispecchiano con quale intensità e quali risultati Marx abbia studiato la formazione della società borghese in Spagna. Nella seconda parte del volume vengono offerti un’ampia bibliografia di Engels sulla rivoluzione del 1848-49, estratti sulla guerra rivoluzionaria ungherese (dalle opere di Friedrich Heller von Hellwald e Arthur Görgey), come appunti sull’andamento della guerra in Crimea (fra le altre cose: organizzazione militare russa e potenza militare, assedio della fortezza di Silistria sul Danubio e la “cavalcata mortale” della brigata di cavalleria leggera britannica a Balaklava).

MEGA-Band IV/32. Karl Marx / Friedrich Engels: Gesamtausgabe (MEGA). Herausgegeben von der Internationalen Marx-Engels-Stiftung. - Vierte Abteilung: Exzerpte, Notizen, Marginalien. Vorauspublikation zu Band 32: Die Bibliotheken von Karl Marx und Friedrich Engels. Annotiertes Verzeichnis des ermittelten Bestandes. Bearbeitet von Hans-Peter Harstick, Richard Sperl und Hanno Strauß unter Mitarbeit von Gerald Hubmann, Karl-Ludwig König, Larisa Mis'kevich und Ninel' Rumjanceva. Berlin: Akademie Verlag 1999. 738 S.

Inhalt und Einfuehrung (aus dem MEGA-website).
http://www.bbaw.de/bbaw/Forschung/Forschungsprojekte/mega/bilder/mega3.pdf

MEGA-Band I/21

Short description both in German and English. Content and full introduction in German 
(from the MEGA website)
http://bbaw.opus.kobv.de/volltexte/2009/1088/

Saturday, 11 September 2010

Presentation of the MEGA-volume III/13 (from the MEGA website). Karl Marx / Friedrich Engels: Complete Works (MEGA). Edited by the International Marx-Engels Foundation. Third Section. Volume 13: Karl Marx / Friedrich Engels: Correspondence October 1864 to December 1865. Edited by Svetlana Gavril'chenko, Olga Koroleva, Inna Osobova and Rolf Dlubek. Berlin 2002. Pp. xix, 1443. 28 Illustrations. 2 volumes cased. - ISBN 3-05-003675-3.

This extensive volume is the first of a series in the Correspondence section of the MEGA which deals principally with the activity of Marx and Engels in the International Working Men's Association (IWA). It contains 354 letters of which 120 from Marx and Engels and 234 to them; 153 of the latter are published here for the first time.
The correspondence shows how Marx rapidly acquired a leading influence in the Central Council of the Association. Among those for the first time published are letters from Council members Johann Georg Eccarius, Hermann Jung, Friedrich Leßner, Victor Le Lubez and William Randall Cremer; this material contains information on the preparation of the Association's Inaugural Address, its Provisional Statutes, and the Addresses to the United States Presidents Abraham Lincoln and Andrew Johnson - all written by Marx - as well as on the distribution and resonance of these documents.
One group of letters clearly documents the influence of Marx on the activities of the IWA in the most important countries. The letters of the early Chartist leader Ernest Jones make clear Marx's efforts to encourage the trade unions to participate in the suffrage movement with the object of obtaining the universal right to vote. The correspondence with Victor Schily in Paris demonstrates how Marx sought to strengthen the section of the IWA in that city. He also received and sent many letters as the temporary Corresponding Secretary for Belgium. The letters from Joseph Wedemeyer are, on the other hand, one of the most important sources for the analysis by Marx and Engels of the Civil War in the United States.
They both gave special attention to Germany where they sought, after the death of Ferdinand Lassalle, to gain influence over the Allgemeine Deutsche Arbeiterverein. The volume contains letters from Johann Baptist von Schweitzer and Johann Baptist von Hofstetten to Marx and Engels which are here for the first time published. Above all, the volume sheds much light on the all-encompassing collaboration with Wilhelm Liebknecht, their most assiduous correspondent in this period. 33 of the 46 letters of Liebknecht, in fact, are first here published in a complete form. Many letters with Germans deal with the origins and distribution of Engels' pamphlet "The Prussian Military Question and the German Workers' Party".
The letters document in many ways that Marx, despite his involvement in the IWA, dedicated great effort to the writing down in fifteen months of both an outline for the second volume of "Capital" and the main manuscript itself of the third volume. Having reached this point, he considered that it would be possible by the beginning of 1866 to apply himself to the final version of the first volume. The letters also give information about the composition and influence of his lecture "Value, price and profit" which he delivered during the great strike wave in 1865 to the Central Council of the IWA.
Equally important, this volume offers insights into the personal lives of Marx and Engels. Among the letters here for the first time published are those from Engels' mother Elisabeth and his brother Hermann as well as from colleagues in the Manchester Schiller-Anstalt of which he became president in 1864.
The letters are published in strict chronological order and thus present a sort of collective journal of the authors and their correspondents; given their faithful relationship to reality and the many themes they contain, they are of great interest to a broad circle of readers. Specialists will find in the scholarly Apparatus of the volume - of more pages than the text itself - the results of much new research with regard to the letters; of these, 46 have been more accurately dated and many have been more correctly transcribed.

Messaggi in bottiglia. Versi, parole e pagine sparse di una vita tra Hegel e Marx (recensione del libro di N. De Domenico Visa Cogitata Scripta)

  Messaggi in bottiglia. Versi, parole e pagine sparse di una vita tra Hegel e Marx Pubblicato il 1 settembre 2026 da Comitato di Redazio...