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Thursday, 16 September 2010

Volume della MEGA II/12. Descrizione in italiano



L’ultimo volume uscito, il II/12, è particolarmente interessante, trattandosi del manoscritto redazionale di Engels per il II volume.[1] Mentre per il III abbiamo diversi testi editoriali engelsiani, ma non il manoscritto finale vero e proprio, per il II esso è disponibile. È così possibile ricostruire con estrema precisione il lavoro di Engels, la cui natura e le cui difficoltà erano di tipo diverso rispetto a quelle incontrate nella lavorazione del III libro. Di quest’ultimo, infatti, il grande manoscritto del 1864/65 era l’unica rielaborazione complessiva esistente. Gli ulteriori scritti di Marx in proposito riguardavano tematiche specifiche, senza corrispondere esattamente a sezioni o capitoli. Le cose stavano diversamente per il II libro per il quale i manoscritti disponibili, più o meno organicamente elaborati, erano otto, più alcuni frammenti[2], di cui sette furono effettivamente utilizzati da Engels  (alcuni erano riscritture di testi precedenti). In sostanza, Engels aveva in questo caso la possibilità di scegliere fra testi diversi. Il manoscritto redazionale permette quindi di vagliare i criteri effettivamente applicati e le concrete soluzioni adottate dal curatore. È l’anello di passaggio fra i manoscritti di Marx ed il secondo libro “storico”.
         Anche in questo caso il volume del testo (483 pagine) è accompagnato da un massiccio tomo di apparato che consta di ben 840 pagine. Esso è il primo risultato di un gruppo di lavoro nipponico, coadiuvato da redattori tedeschi[3], ed è un buon segno per la MEGA come progetto editoriale; esso testimonia, infatti, concretamente come sia possibile realizzare anche fuori dalla Germania volumi estremamente complessi ed importanti come quello in questione.
         Ad una buona introduzione storico-filologica ai problemi del volume, segue il consueto apparato di chiarimenti. In particolare si segnalano tre indici estremamente utili per ricostruire il lavoro engelsiano: il primo è una comparazione sinottica fra la divisione del manoscritto redazionale e quella dei manoscritti marxiani; il secondo indica invece da quale manoscritto derivano i diversi passi che vanno a costituire il testo redazionale; il terzo ricostruisce gli scostamenti del testo redazionale da quello dei manoscritti; la cosa fa un po’ impressione perché si tratta di ben 271 pagine di scostamenti a fronte di 483 pagine di testo redazionale engelsiano.
         Tutti i volumi riportano indicazioni bibliografiche relative alle opere originali di Marx ed Engels e ai testi da loro citati. Il nuovo corso redazionale ha previsto l’inserimento anche di indicazioni alla letteratura critica più o meno contemporanea. Si tratta di una scelta probabilmente discutibile, perché non è semplice tener conto dei vasti studi su questi complessi argomenti, si rischia infatti spesso di limitarsi a qualche area specifica, in particolare alla letteratura in lingua inglese e tedesca.
         Ma non sarà qualche difetto a offuscare gli infiniti pregi di questi volumi. Il punto notevole, che vale la pena sottolineare, è soprattutto il seguente: adesso è possibile, al di là degli infiniti discorsi sui tradimenti engelsiani o sulla sua fedeltà all’amico, procedere concretamente, per filo e per segno, alla ricostruzione di questi interventi, per dare un giudizio ponderato ed ancorato nelle opere (o nei manoscritti) sulla questione. La MEGA non fa sconti a chi vuole interpretare Marx, lo costringe al testo.


[1] K. Marx, F. Engels, Gesamtausgabe (MEGA). A cura della Fondazione Internazionale Marx-Engels. Seconda sezione. Vol. 12: Il capitale. Critica dell’economia politica. Secondo volume. Manoscritto redazionale di Friedrich Engels 1884/1885. A cura di I. Omura, K. Hayasaka, R. Hecker, A. Miyakawa, S. Ohno, S. Shibata e R. Yatuyanagi. Con la collaborazione di L. Vasina, K. Itihara e K. Mori. Berlin: Akademie-Verlag 2005.
[2] Il primo è stato pubblicato nel vol. II/4.1. Gli altri usciranno nei volumi 4.3 e 11 della seconda sezione.
[3] Fra i curatori Hecker è l’unico tedesco.

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