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Sunday, 10 January 2016

LA CASSETTA DEGLI ARNESI DI MARX. INTERVISTA A ROBERTO FINESCHI (PARTE I)

LA CASSETTA DEGLI ARNESI DI MARX. INTERVISTA A ROBERTO FINESCHI (PARTE I)
Gennaio 6, 2016
di Ascanio Bernardeschi

Fonte: http://www.lacittafutura.it/dibattito/la-cassetta-degli-arnesi-di-marx-in-parte-ancora-sconosciuta-intervista-a-roberto-fineschi-parte-i.html

La nuova edizione critica delle opere di Marx ed Engels, la Marx-Engels-Gesamtausgabe (MEGA2) ci riserva molte sorprese. Non cambiano solo le interpretazioni dei testi, ma i testi stessi. Che uso farne per rilanciare una prospettiva comunista su basi teoriche solide?


di Ascanio Bernardeschi


La Mega2
Roberto Fineschi, giovane filosofo senese, allievo del compianto Alessandro Mazzone, è uno dei pochissimi italiani che ha seguito da vicino i lavori della nuova edizione critica delle opere di Marx e di Engels. È autore di diversi saggi [1] che, partendo dall'illustrazione di questa novità editoriale, forniscono alcune indicazioni utili per sviluppare la ricerca sulle orme del lascito marxiano. Ha tradotto in italiano e curato la pubblicazione del primo libro del Capitale [2] che tiene di conto di tali novità. Lo abbiamo intervistato per i lettori de La Città Futura.


Roberto, puoi dirci in cosa consistono i lavori della MEGA2 e perché sono importanti?
Si tratta della nuova edizione critica delle opere di Marx ed Engels iniziata nel 1975. Prevede la pubblicazione di oltre un centinaio di volumi, tant'è vero che è stata definita scherzosamente “megalomane”. Si articola in 4 sezioni. La prima contiene tutte opere pubblicate e i manoscritti, escluso Il Capitale; la seconda comprende Il Capitale e i relativi lavori preparatori a partire dai manoscritti del 1857-58, i cosiddettiGrundrisse; la terza sezione è dedicata al carteggio e la quarta alle note di lettura e gli estratti dei due autori.


È importante perché Marx in vita non ha pubblicato molto e quindi la stragrande maggioranza delle sue opere che conosciamo sono pubblicazioni postume di manoscritti editati e curati da varie persone in maniera più o meno filologicamente corretta. Quindi la nuova edizione offre per la prima volta i veri testi di Marx. Si tratta di opere non marginali, ma capitali, sulla base delle quali si sono sviluppate le varie interpretazioni. Per esempio, i cosiddetti Manoscritti economici-filosofici del '44, nella forma in cui li conosciamo, non sono un'opera unitaria. Allo stesso modo l'Ideologia tedesca non è una “opera”; soprattutto il primo capitolo su Feuerbach è un insieme di manoscritti o articoli incollati e messi lì in maniera in parte arbitraria dai curatori (include perfino un testo di Hess!).


A proposito del capolavoro Marxiano, Il Capitale, cosa c'è di nuovo o si annuncia nei lavori della Mega2?


Le cose si fanno ancora più complesse per l'opera principale della maturità di Marx. Il primo libro venne direttamente pubblicato da Marx in varie versioni, due tedesche e una francese, di cui nessuna soddisfò pienamente l'autore, i cui suggerimenti editoriali furono in parte disattesi da Engels nella terza e quarta edizione tedesca. Quindi, paradossalmente, l'unico testo pubblicato da Marx esiste in versioni in cui non coincidono neppure gli indici.


Il secondo e il terzo libro, che Marx non ha mai pubblicato perché era ben lungi dall'avere delle versioni definitive, sono la novità più rilevante. Vennero invece pubblicati da Engels, il quale fece certamente un lavoro decoroso dovendo affrontare l'improba missione di pubblicare come opera finita un'insieme di manoscritti e appunti ben lontani dalla compiutezza. Però dovette finirli lui, selezionando le parti da mettere, organizzandole, talvolta integrandole. Inevitabilmente non poteva non alterare il testo. La Mega2 è importante perché offre per la prima volta i veri manoscritti marxiani; Marx nelle parole di Marx, come amano dire gli editori, e non la loro rielaborazione engelsiana.


Quali criteri hai seguito nella traduzione e nella cura della pubblicazione italiana del libro I del Capitale?


Le edizioni critiche non si possono fare in traduzione. Però l'idea era di offrire al lettore italiano una versione aggiornata di tutti i testi che adesso sono a disposizione e che Marx aveva redatto pensando esplicitamente alla pubblicazione del Primo libro del Capitale. Sono manoscritti che vanno dal 1863 alla sua morte. Un criterio è stato dunque la completezza.


Tuttavia non si poteva fare come nella Mega che ha pubblicato tutte le versioni in tutte le lingue. Mi è sembrato ragionevole scegliere un'edizione di riferimento e fornire le varianti delle altre. La scelta non è stata scontata perché l'ultima versione pubblicata da Marx, quella francese, che lui stesso considerava migliore della tedesca, in realtà presentava limiti evidenti.


Era migliore perché la parte sull'accumulazione era più avanzata rispetto a quella tedesca (per esempio, nella distinzione tra concentrazione e centralizzazione del capitale e nella più ampia definizione di composizione organica del capitale). D'altro lato non è un'innocua traduzione: mancano dei passi che era difficile tradurre in francese, ma anche la traduzione in sé perde completamente la complessità del linguaggio filosofico delle edizioni tedesche al punto che mi sono accorto che, incredibilmente, nell'edizione francese non c'è il concetto di valorizzazione: questa parola manca del tutto.


Siccome i francesi fino al 1983 non hanno avuto a disposizione altre traduzioni, chi non era in grado di leggere il tedesco non sapeva che nel Capitale c'è la parola valorizzazione! Idem per l'edizione inglese: la parola viene introdotta solo nelle edizioni successive.


La nostra scelta è stata quindi di tradurre la quarta edizione tedesca di Engels e, in un volume di apparato, le varianti presenti nelle altre edizioni, più una nuova traduzione del cosiddetto Sesto capitolo inedito e la prima traduzione al mondo, per quanto ne so, di un manoscritto redazionale che Marx aveva redatto in preparazione della seconda edizione tedesca, assai diversa dalla prima per quanto riguarda la merce e la forma di valore; esso è assai interessante per capire l'edizione a stampa.


Si tratta della famosa appendice sulla forma di valore “per i non dialettici”?


Non esattamente. Si tratta dei materiali preparatori per la nuova edizione del I capitolo della seconda edizione tedesca (1872-3) che andò a sostituire il primo capitolo e l'appendice per i non dialettici presenti nella prima edizione tedesca (1867). Si ha anche la gestazione del paragrafo sul feticismo della merce.


Il problema è che Engels, nel curare la terza edizione tedesca, non ha seguito tutte le indicazioni di Marx - che aveva lasciato un paio di appositi manoscritti. Per esempio, non ha cambiato la struttura dei capitoli che doveva essere quella dell'edizione francese. Da qui è nata tutta una confusione sugli indici delle varie edizioni e traduzioni internazionali, che non coincidono.


Per la traduzione abbiamo cercato di superare alcuni limiti delle precedenti occidentali nella mancata distinzione di alcune categorie che venivano tradotte tutte con lo stesso termine. Per esempio, il termine italiano “rappresentazione” traduceva tre termini tedeschi diversi. “Cosa” traduce due diverse parole tedesche. Altro punto importante,le parole “lavoratore” e “operaio” traducono lo stesso termine tedesco, introducendo una distinzione pesante dal punto di vista dell'interpretazione.


Si tratta di una questione spinosa. I vari traduttori hanno scelto, di volta in volta, quale delle due parole mettere. Noi ci siamo presi la responsabilità di tradurre sempre e coerentemente col termine “lavoratore”, che è più generale, lasciando all'interpretazione del lettore la valutazione se, nei singoli casi, fosse più opportuno l'uno o l'altro termine.


Tutte queste scelte di traduzione sono state esplicitate in un glossario, di modo che il lettore, anche quello dissenziente, abbia la possibilità di capire quale fosse la parola originaria.


(segue sul prossimo numero)


Note
[1] Tra i molti saggi di Roberto Fineschi è di enorme importanza Ripartire da Marx. Processo storico ed economia politica nella teoria del “capitale”, La Città del Sole, Napoli 2001.
[2] K. Marx, Il Capitale. Critica dell'economia politica, Libro I, a cura e con introduzione di Roberto Fineschi, la Città del Sole, Napoli 2001. Sono di notevole interesse l'introduzione e il glossario che permettono di leggere in maniera trasparente le scelte del traduttore.