Saturday, 21 April 2018

Consiglierebbe il Capitale Opinioni intorno al capolavoro di Marx

Consiglierebbe il Capitale

Opinioni intorno al capolavoro di Marx


È tempo di riportare Marx e le sue opere al piano nobile, dopo anni di oblio e di condanne preventive? Alcuni indizi circolanti nella mediasfera segnalano un recupero delle opere del fondatore del socialismo scientifico. Anzi, viepiù si assiste ad una “Marx-Renaissance”, ad una rinascita del suo pensiero, per vent’anni rimasto sepolto sotto le macerie del muro di Berlino. Da ultimo l’ha citato il presidente uscente dell’Eurogruppo, il lussemburghese Jean-Claude Juncker: “bisogna ritrovare la dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria – ha detto nel discorso di congedo – con misure come il salario minimo in tutti i Paesi della zona euro, altrimenti perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia, per dirla con Marx”. 
Naturalmente il Marx del 2013 non è più il Marx che si leggeva negli anni ’60 e ‘70, allorché imperava una lettura fideistica, poi distillata in slogan che assumevano la veste del dogma. Oggi – anche grazie a nuove operazioni editoriali, su cui spicca la MEGA 2 ( Marx-Engels Gesamtausgabe 2) - è possibile riprendere in mano le opere di Marx ed Engels in modo laico, ossia libero, fuori da ogni condizionamento di natura partitica o ideologica. A questa lettura laica offre un contributo fondamentale la pubblicazione dell’edizione critica del Capitale, realizzata da Roberto Fineschi per la Città del Sole: due tomi che fanno capire quanto fosse arduo e tormentato il lavoro di Marx. Un cantiere aperto, un’impresa mai terminata, continuamente rimaneggiata fino alla morte. Ne discuteremo con il curatore e poi con due attenti lettori dell’opera di Marx: la filosofa Francesca Rigotti e lo storico Paolo Favilli

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