Friday, 8 April 2011

Alla riscoperta del primo filosofo marxista italiano

Alla riscoperta del primo filosofo marxista italiano


Alla riscoperta del primo filosofo marxista italiano
di Roberto Fineschi
su L'ERNESTO 2/2006 del 01/03/2006
Pubblicati gli atti del convegno organizzato da Alberto Burgio in occasione del centenario della morte di Antonio Labriola
Nel 2004 a Bologna, in occasione del centenario della morte di Antonio Labriola, è stato organizzato un convegno per iniziativa di Alberto Burgio. Di questo incontro sono recentemente apparsi gli atti – Antonio Labriola nella storia e nella cultura della nuova Italia, Macerata, Quodlibet, 2005, 381 pp., 35 – che rappresentano senz’altro un importante contributo alla riscoperta del primo filosofo marxista italiano. Se sono diverse e significative le attenzioni rivoltegli in passato – basti pensare al celebre saggio di Togliatti del secondo dopoguerra, oppure alla rivalutazione che ne fece Luporini in contrapposizione allo storicismo definito “invertebrato” e, in qualche modo, a Gramsci – è stato senz’altro opportuno riproporre oggi lo studio di questa singolare figura d’intellettuale, il cui contributo rischia di subire la stessa sorte di tutto ciò che in vario modo è riconducibile al marxismo: l’oblio. Questa pubblicazione dimostra, al contrario, da una parte l’importanza storico-filosofica del suo apporto, che si colloca notoriamente nella temperie culturale di fine Ottocento e inizio Novecento, in cui sono venute formandosi le figure poi dominanti nel panorama culturale successivo; dall’altra, il libro evidenzia l’attualità delle problematiche labrioliane, sia quelle concernenti la questione di una filosofia della storia capace di rinunciare al finalismo, sia quelle di una teoria della società che si collochi organicamente in quel contesto. Rispecchiando la ricchezza del convegno, il volume tiene conto di quest’ampio spettro di problemi. Molti sono i temi toccati nelle sei sezioni che lo articolano: Storia della filosofia e storia della cultura, Storiografia e filosofia della storia, Filosofia e critica dell’economia, Il marxismo la politica, Nel Novecento, Ricerche d’archivio. Impossibile commentare nel dettaglio tanta ricchezza. Mi limiterò pertanto ad alcuni temi che interessano varie relazioni, a cominciare dal rapporto fra Labriola e Croce nella sua complessa dimensione filosofica, economica e di storia della cultura, dal formarsi del marxismo di Labriola e dalla sua ricezione in Gramsci.

2. – Un interesse particolare nei confronti del rapporto con Croce pare anche a me giustificato, soprattutto per il ruolo culturale svolto da questi come “seppellitore” del marxismo in generale e di quello italiano in particolare. È nota la sua affermazione secondo cui la raccolta Materialismo storico ed econo - mia marxistica rappresentava la “bara” in cui era stata definitivamente riposta una teoria – quella di Marx –, dalla quale Croce riteneva di avere ormai tratto quel poco di buono che conteneva. La lapide, Croce la scrisse qualche decennio dopo nel suo Come nacque e come morì il marxismo teorico in Italia (1895- 1900), posto a introduzione e commento alla ripubblicazione dei saggi labrioliani, dove dava loro “giusto” peso e collocazione storicoculturale. La posta in gioco consiste quindi nell’accettare o nel ricusare il perentorio giudizio conclusivo di Croce sul primo tentativo italiano di teoria marxista. In questo contesto è interessante il contributo di Mauro Visentin, che invece di contrapposizione parla di sostanziale convergenza di interessi fra Labriola e Croce nella lotta sul fronte interno contro i vari Loria, Graziadei, Arturo Labriola, ecc., che avevano intavolato una discussione su alcuni temi centrali del Capitale, soprattutto sulla partecipazione delle macchine al processo di valorizzazione. D’altronde Visentin mette in dubbio che Labriola avesse una conoscenza profonda dei problemi teorici (di teoria economica) affrontati da Marx in quell’opera, alla quale scarsi e generici sarebbero i riferimenti nella pagina labrioliana. Annichilendo quelle interpretazioni con l’aiuto di Croce, Labriola bloccò – secondo Visentin – la discussione. L’azione di Croce- Labriola avrebbe avuto per conseguenza la fine dell’interesse per il Capitale in Italia, sia negli studi storico- materialistici sia in quelli filosofici, dove si sarebbe preso in considerazione solo il feticismo della merce. Secondo Visentin, invece, è proprio sul Capitale che si misura l’importanza e la grandezza di Marx, non già sul suo essere o meno il “Machiavelli del proletariato” (secondo la celebre, e fortunata, definizione crociana). Sempre sulla falsariga di questi problemi, interessanti sono i contributi di Jean-Pierre Potier e Luca Michelini, che in diverse direzioni indagano il contesto di studi economici contemporaneo a Labriola e le sue conoscenze in proposito. Sul rapporto con Croce, anche in relazione alla conoscenza di Marx, è molto stimolante il saggio di Aurelio Macchioro, che mette in dubbio, a sua volta, la competenza di Croce riguardo alle problematiche del Capitale. Croce ha veramente studiato il marxismo nei suoi anni giovanili? Da una parte infatti Marx sarebbe stato “fatto a pezzi” invece di essere studiato nel suo complesso. Un tale modo di procedere – che non riguarda il solo Croce – non è certo il più corretto, e potrebbe essere propriamente definito “lorianesimo”, per citare Gramsci. Dall’altra parte Croce travasa l’“Economico” nell’“Utile” sotto l’influenza di Sorel e del vocianesimo, in un contesto di “inveramenti” di Marx anch’essi molto loriani. Egli non tocca i contenuti del Capitale, ma ne parla solo in relazione alle forme di teorizzamento; siffatte “disquisizioni [sono] desunte dal ‘famigerato’ valore-lavoro”. A questo proposito, in tanta ricchezza d’interventi, a chi scrive pare un peccato aver rinunciato a un contributo sul Marx di Labriola. Certo, tale rapporto è tematizzato per esesempio da Bravo in relazione al Manifesto e in altri contributi, ma nelle note o, per dir così, en passant, mentre una trattazione organica sarebbe forse stata utile al dibattito. Allo stesso modo, si sarebbe potuto convenientemente dedicare un contributo al rapporto con Gentile, anch’esso affrontato a vari livelli in vari saggi ma mai organicamente. Sul rapporto con Hegel riflette Girolamo Cotroneo, secondo cui questa relazione non sarebbe mai stata così forte e sarebbe stata mediata soprattutto dalla figura di Bertrando Spaventa in chiave teoreticista. Del travaglio di formazione della concezione materialistica della storia si occupano Aldo Zanardo – secondo il quale la filosofia della storia d’ispirazione marxista del 1895 sarebbe assai più rigida e vecchio stile di quella d’ispirazione herbartiana del 1887 – e Beatrice Centi, che ne tematizza la dimensione antropologica, focalizzando il problema dell’interazione uomo-ambiente (psicologia, psicologia sociale, ecc.). Degna d’attenzione è la parte dedicata ad alcune fonti filosofiche labrioliane – come Spinoza e Bruno – nei contributi di Francesco Cerrato e Simonetta Bassi, al suo marxismo nel contributo di Guido Oldrini, e all’eredità del suo pensiero nel primo Novecento. Di Croce si è già detto, ma è preso in considerazione anche l’influsso su Salvemini (Sergio Bucchi) e naturalmente su Gramsci (Alberto Burgio e Roberto Finelli). Burgio, in particolare, mette in luce come il Gramsci dei Quaderni fosse particolarmente attento al problema filosofico dell’autonomia teorica del marxismo sollevato da Labriola, che costituiva al tempo stesso un retroterra necessario per lo sviluppo pratico-politico del movimento di classe, contro l’eclettismo in auge nel periodo, che induceva a problematici congiungimenti della teoria economica di Marx con presupposti filosofici presi a prestito da altre impostazioni. D’altronde, l’apprezzamento di principio non impedisce a Gramsci di sviluppare critiche aperte in casi determinati. Degna di nota è infine la sezione d’archivio, che dà accesso anche alla sfera “privata” del pensatore. Concludendo, si può dire che si tratta di un volume variegato e ricco (più di quanto qui si sia riusciti ad esporre), con molti saggi in dialogo tra loro, che “si discutono” reciprocamente: di un importante contributo alla ripresa del dibattito su temi centrali della riflessione filosofica nell'ambito della storia del movimento operaio, e non solo.

Wednesday, 6 April 2011

Nikolai Bukharin, Imperialism and the Accumulation of Capital

http://www.marxists.org/archive/bukharin/works/1924/impacck/index.htm

Imperialism and the Accumulation of Capital


Written: 1924;
First Published: 'Der Imperialismus und die Akkumulation des Kapitals',Unter dem Banner des Marxismus, Vienna/Berlin, 1925-6, Vol II.
Source: Rosa Luxemburg and Nikolai Bukharin Imperialism and the Accumulation of capital. Edited with an Introduction by Kenneth J. Tarbuck. (Allen Lane The Penguin Press, London, 1972), pp 151-270.
Translated: (from the German) by Rudolf Wichmann;
Transcription/Markup: Steve Palmer;
Copyright: Kenneth J. Tarbuck and Rudolf Wichmann 1972;
Notes: Notes by the editor and translator appear [thus]. MIA notes appear {thus}.
Introductory essay: "Imperialism and the Accumulation of Capital" by David Yaffe.

Contents:

Nikolai Bukharin Historical Materialism A System of Sociology

http://www.marxists.org/archive/bukharin/works/1921/histmat/index.htm

Nikolai Bukharin

Historical Materialism

A System of Sociology


Written: 1921
Source: Nikolai Bukharin "Historical Materialism", International Publishers, 1925
Online Version: Marxists Internet Archive (marxists.org) 2002
Transcribed by: Edward Crawford
Markup: Mathias Bismo


Following the author's plan in the Russian edition, the material in the original book was printed in two different sizes of type. The general discussion covering the entire field appears in larger type, and may be read without reference to the matter in smaller type. More detailed elucidations of certain subjects including additional references were printed in smaller type for the use of the advanced student and reader.

Nikolai Bukharin, Imperialism and World Economy

http://www.marxists.org/archive/bukharin/works/1917/imperial/index.htm

Nikolai Bukharin

Imperialism and World Economy

Introduction by V.I. Lenin


Written: 1915 and 1917
Source: Nikolai Bukharin "Imperialism and World Economy", Monthly Review Press, no date
First Published in English: Nikolai Bukharin "Imperialism and World Economy", International Publishers 1929
Online Version: Marxists Internet Archive (marxists.org) 2001
Transcription/Markup: Mathias Bismo


Part 1 - World Economy and the Process of Internationalisation of Capital
Part 2 - World Economy and the Process of Nationalisation of Capital
Part 3 - Imperialism as the Reproduction of Capitalist Competition on a Larger Scale
Part 4 - The Future og Imperialism and World Economy

Wednesday, 30 March 2011

La théorie du matérialisme historique N.I. Boukharine

http://www.marxists.org/francais/boukharine/works/1921/index.htm

La théorie du matérialisme historique

N.I. Boukharine

Sommaire

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Avant-propos

Introduction : l'importance pratique des sciences sociales

1.Les nécessités de la lutte de la classe ouvrière et les sciences sociales.
2.La bourgeoisie et les sciences sociales.
3.Le caractère de classe des sciences sociales.
4.Pourquoi la science prolétarienne est-elle supérieure à la science bourgeoise ?
5.Les diverses sciences sociales et la sociologie.
6.La théorie du matérialisme historique en tant que sociologie marxiste.

Ch. I : La cause et le but dans les sciences sociales

7.La régularité dans les phénomènes en général, et dans les phénomènes sociaux, en particulier.
8.Le caractère des lois dans la science. Position de la question.
9.Doctrine de la finalité (téléologie), en général, et critique de la doctrine. Finalité immanente.
Bibliographie

Ch. II : Déterminisme et Indéterminisme (Nécessité et libre arbitre)

12.La régularité dans les phénomènes en général, et dans les phénomènes sociaux, en particulier.
13.La résultante des volontés individuelles dans une société non organisée.
14.La volonté organisée collectivement.
15.Le soi-disant hasard, en général.
16.Le « hasard » historique.
17.La nécessité historique.
18.Le problème de la possibilité des sciences sociales et des prévisions dans ce domaine.
Bibliographie

Ch. III : Le matérialisme dialectique

19.Le matérialisme et l'idéalisme dans la philosophie. Problème de l'objectivité.
20.La conception matérialiste dans les sciences sociales.
21.Le point de vue dynamique et les rapports des phénomènes entre eux.
22.Le point de vue historique dans les sciences sociales.
23.Les contradictions dans l'évolution historique.
24.La théorie des transformations par bonds et la théorie des transformations révolutionnaires dans les sciences sociales.
Bibliographie

Ch. IV : La Société

25.Conceptions des agrégats. Agrégats logiques et réels.
26.La société comme agrégat réel ou comme système.
27.Caractère du lien social.
28.La Société et l'individu. Suprématie de la société sur l'individu.
29.Les sociétés en formation.
Bibliographie

Ch. V : L'équilibre entre la société et la nature

30.La nature comme milieu pour la Société.
31.Rapports entre la société et la nature. Processus de production et de reproduction.
32.Forces productives. Les forces productives comme indice du rapport entre la nature et la société.
33.L'équilibre entre la nature et la société, ses ruptures et ses rétablissements.
34.Les forces productives comme point de départ de l'analyse sociologique.
Bibliographie

Ch. VI : L'équilibre entre les éléments de la société

35.Liens qui unissent les divers phénomènes sociaux. Comment le problème doit être posé.
36.Choses, gens, idées.
37.La technique sociale et la structure économique de la société.
38.La superstructure et ses formes.
39.Psychologie et idéologie sociales.
40.Les processus idéologiques en tant que travail différencié.
41.La portée des superstructures.
42.Les principes constitutifs de la vie sociale.
43.Types de structures économiques et types divers de sociétés.
44.L'équilibre entre les éléments de la société.
Bibliographie

Ch. VII : Rupture et rétablissement de l'équilibre social

45.Le processus des changements sociaux et les forces productives.
46.Les forces productives et la structure sociale et économique.
47.La révolution et ses phases.
48.Les lois de la période de transition et les lois de la décadence.
49.L'évolution des forces productives et la matérialisation des phénomènes sociaux (accumulation de la culture).
50.Le processus de reproduction de la vie sociale dans son ensemble.
Bibliographie

Ch. VIII : Les classes et la lutte de classes

51.Classe, condition, profession.
52.L'intérêt de classe.
53.Psychologie de classe et idéologie de classe.
54.« Classe en soi » et « Classe pour soi ».
55.Les formes de la solidarité relative des intérêts.
56.Lutte de classes et paix de classes.
57.Lutte de classes et pouvoir politique.
58.Classe, parti, chefs.
59.Les classes comme instrument de transformation
60.La société sans classes de l'avenir.
Bibliographie

Supplément : Brèves remarques sur le problème de la théorie du matérialisme historique

  1. Le « Mécanique» et l'« Organique ».
  2. Dialectique et théorie de l'équilibre.
  3. Théorie de l'équilibre et forces productives.
  4. Rapports de production.
  5. Superstructure et idéologie. Structure des superstructures.
  6. Dépendance des superstructures à l'égard de la base.
  7. Les superstructures en tant que sphères de travail différencié.
  8. Le Mode de représentation et les principes formant la vie sociale.
  9. La physiologie humaine et les lois de l'évolution sociale.
  10. Matérialisation des phénomènes sociaux.
  11. La loi de la période de transition et la loi de la décadence.

Messaggi in bottiglia. Versi, parole e pagine sparse di una vita tra Hegel e Marx (recensione del libro di N. De Domenico Visa Cogitata Scripta)

  Messaggi in bottiglia. Versi, parole e pagine sparse di una vita tra Hegel e Marx Pubblicato il 1 settembre 2026 da Comitato di Redazio...